14) Schelling. Il superamento del male come scopo della creazione.

All'inizio della lettura Schelling si pone una serie di domande
che hanno sempre tormentato gli uomini: il male  destinato a
scomparire? La creazione esiste per uno scopo? La risposta sta nel
fatto che Dio, essendo vita e persona, si  voluto assoggettare al
destino che  riservato a ci che si stacca dall'essere e si
sottopone al divenire. Il male  cos divenuto necessario alla
rivelazione del bene, che alla fine prevarr.
F. W. J. Schelling, Ricerche filosofiche sull'essenza della
libert umana e gli oggetti che vi sono connessi.

Dopo tutto ci rimane sempre la domanda: finisce il male, e come?
La creazione ha in generale uno scopo? Se s, perch questo non 
raggiunto immediatamente? Perch la perfezione non  gi fin
dall'inizio? A ci non vi  altra risposta che quella gi data:
perch Dio  una vita, non solo un essere. Ma ogni vita ha un
destino, ed  soggetta al patire ed al divenire. A questo destino
si  dunque liberamente assoggettato anche Dio, dacch
primieramente separ il mondo della luce da quello delle tenebre,
per divenir personale. L'essere diventa accessibile solo nel
divenire. Certamente nell'essere non vi  divenire; piuttosto il
primo  posto come eternit nel secondo; ma nel processo di
realizzazione per antitesi vi  necessariamente un divenire. Senza
il concetto di un Dio che soffre umanamente, comune a tutti i
misteri e a tutte le religioni spirituali del passato, l'intera
storia rimane incomprensibile_.
Al di sopra del verbo sorge lo spirito, e lo spirito  il primo
essere che unisce il mondo della tenebra a quello della luce, e
subordina a s i due principi per realizzarsi e divenir personale.
Contro questa unit reagisce tuttavia il fondamento, e afferma la
dualit iniziale, ma solo in vista di un sempre maggiore
incremento, e della finale separazione del bene dal male. La
volont del fondamento deve rimanere nella sua libert sino a che
tutto sia compiuto, sino a che tutto sia divenuto reale. Se fosse
sottomessa prima, in essa resterebbe nascosto il bene insieme con
il male. Ma il bene dev'essere elevato dalla tenebra
all'attualit, per vivere eternamente con Dio; il male invece
dev'esser diviso dal bene, per venir ricacciato eternamente nel
non-essere. E' ben questo, infatti, lo scopo finale della
creazione_.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagina 249.
